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Già da tempo molte aziende produttrici di ferramenta e attrezzature interne per mobili si stanno preoccupando di fornire articoli sempre più completi dal punto di vista non solo della semplice raccolta ma anche del trattamento dei rifiuti, a partire dalla cucina di casa.

Ovviamente si tratta di azioni di base che rendono più agevole lo stivaggio dei rifiuti stessi e, al contempo, ne rendono più veloce il trasporto per il successivo trattamento finale nelle strutture dedicate.

L’obiettivo è quello di ridurre i volumi dei rifiuti prodotti per agevolarne la raccolta da parte delle aziende preposte, potenziando il più possibile l’azione del riciclo rispetto a quella dello smaltimento in discarica.

contenitori-differenziata-integratiIn questo articolo vi segnaliamo alcuni esempi e aziende

Differenziamoci sempre!

agosto 31st, 2016 | Posted by Dizionario Rifiuti in News - (0 Comments)

L’estate volge pian piano al termine, distribuendo gli ultimi tepori alternati a temperature che vanno scendendo inesorabilmente.

Chissà se queste vacanze saranno state, da parte di tutti, più responsabili verso l’ambiente rispetto agli anni precedenti?

tempi di biodegradabilità rifiutiNelle speranza che sia effettivamente così, ricordiamo i tempi di biodegradabilità di alcuni rifiuti.

 

 

 

 

 

 

 

vignetta-ehabitat_portauovaCosì come Ehabitat  si augura che questi paguri abbiano preso la zattera sbagliata  ma nonostante ciò riusciranno sicuramente a cavarsela, rigettandosi in mare e prendendo il primo legno galleggiante di fortuna. Anche  noi vogliamo sperare che il portauova sarà sicuramente trovato da una persona che, stranita nel vederlo a prendere il sole in spiaggia, lo assicurerà al luogo nel quale sarebbe dovuto finire sin dall’inizio: la raccolta differenziata!

Nel 2015 sono stati prodotti nel mondo dai 7 ai 10 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi urbani (fonte Global Waste Management Outlook 2015, United Nations Environment Programme).

In Italia lo scenario non è differente: nel 2015 sono stati prodotti circa 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani. Di questi circa il 57% (17 milioni di tonnellate) costituisce l’indifferenziato, mentre il restante 43% il differenziato. Delle circa 13 milioni di tonnellate di rifiuti differenziati il 49% viene avviato a riciclo, il 34% viene trasformato in compost, il 2% viene riutilizzato, mentre il 15% non viene valorizzato (quasi 2 milioni di tonnellate) (fonte Dati ISPRA 2015). Questa mole di rifiuti ha un impatto negativo sull’ambiente ed è insostenibile dal punto di vista economico (smaltire i rifiuti costa in media ad una famiglia italiana circa 4 euro a settimana, n.d.r.) ed etico, ancora oggi, a fronte degli ingenti sprechi alimentari, sono 805 milioni le persone che soffrono la fame, (fonte FAO 2015). Come è possibile ridurre una tale quantità di rifiuti?

La risposta potrebbe essere la raccolta differenziata: se differenzi i rifiuti infatti è come se non buttassi via niente, perché la maggior parte di quello che gettiamo via è riciclabile o riutilizzabile e, se raccolto correttamente, acquista nuovo valore. In questo modo ad esempio, come evento “Terra Madre Salone del Gusto 2016”, si riesce a valorizzare i rifiuti organici trasformandoli in compost per uso agricolo, si fa sì che la carta e il cartone diventino materia prima riciclata per nuove pubblicazioni, e che elementi come il vetro e l’acciaio diventino nuovi imballaggi per i prodotti dei Presìdi Slow Food. Inoltre si risparmiano le risorse naturali e l’energia necessaria alla produzione di nuove materie prime e si riducono sia gli spazi per i rifiuti, sia i gas serra generati dal loro smaltimento.

Durante l’evento torinese i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti saranno forniti dal partner del progetto sistemico Amiat società del Gruppo Iren, mentre Legambiente formerà i volontari che spiegheranno come differenziare al meglio nelle oltre 100 isole ecologiche distribuite all’interno dell’area dell’evento.

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Da quando la raccolta differenziata è stata introdotta in Italia dal decreto Ronchi sono passati venti anni. Due decenni durante i quali ad ogni territorio è stata lasciata ampia libertà nel conteggiare la propria raccolta differenziata, inserendo o meno alcune frazioni di rifiuti. Già il decreto Ronchi prevedeva l’istituzione di un metro comune al Paese, ma non è mai arrivato e solo la Regione Toscana (tramite l’Agenzia regionale recupero risorse) ha iniziato a certificare i dati raccolti sul territorio. I risultati parlano da soli: i dati raccolti in materia di raccolta differenziata (per non parlare delle fasi successive, in primis il riciclo) sono stati confusi, disomogenei, inappropriati.

slide dove lo butto«L’Italia della raccolta differenziata – dichiara il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti – viaggia ancora a diverse velocità, anche a causa della confusione generata da strumenti di calcolo differenti da una Regione all’altra, cui segue un’ovvia difficoltà nel rendere omogenea l’applicazione del tributo. Queste linee guida nazionali sono funzionali a portare tutto il nostro Paese verso l’economia circolare, adeguandolo agli standard europei di differenziata (in realtà, anche all’interno delle linee guida del ministero si riconosce che “La direttiva 2008/98/CE, pur non prevedendo  target  di  raccolta differenziata”, si riferisce piuttosto a target di riciclo, ndr) e superando la realtà delle discariche in cui purtroppo va ancora gran parte dei rifiuti nazionali».

Adesso il decreto che attua l’articolo 32 del Collegato ambientale secondo il ministero dell’Ambiente permetterà un reale confronto dei risultati tra le diverse aree geografiche del territorio nazionale e tra i comuni, calibrando i tributi comunali a seconda dei livelli di raccolta raggiunti e certificati dalle regioni. Questo almeno è l’auspicio

 

Fonte: Green Report

“La raccolta differenziata non va in vacanza” è il nuovo contest che trasforma i cittadini in vacanza in “ambasciatori del riciclo”.

Partecipare è semplicissimo e possono farlo tutti: basta inviare una mail all’indirizzo concorsi@comieco.org fino al 31 agosto, allegando una fotografia o una recensione in cui si segnalano i luoghi di villeggiatura virtuosi nell’effettuare e promuovere una raccolta differenziata corretta e di qualità.

immagine mane rifiutiIl regolamento e i dettagli dell’iniziativa sono disponibili sul sito di Comieco (www.comieco.org), dove è possibile scoprire com’è semplice e veloce fare una corretta raccolta differenziata, anche al mare, in montagna e in campagna: un gesto semplice per il bene di tutti che non deve mai andare in vacanza!

E se le regole di raccolta differenziata differiscono dalla tua città, puoi consultare la nostra app o il sito www.dizionariodeirifiuti.it. Ti aiuteremo ad una corretta raccolta differenziata!

 

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Torino mostra da sempre una grande sensibilità al tema della raccolta differenziata. Da anni infatti il capoluogo Piemontese è sul podio delle città dove la raccolta differenziata dei rifiuti funziona meglio.

L’obiettivo è fare di più. È nato così, dalla collaborazione tra Amiat, società del Gruppo Iren, e la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”, il progetto “Cella a Cella” che ha  lo scopo di incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti nel carcere di Torino.

I detenuti, quindi, non dovranno più gettare i rifiuti nei contenitori posti nelle aree comuni, ma saranno coinvolti in prima persona per separare i materiali direttamente nella propria cella.

 

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Abbiamo già parlato più volte del problema degli shopper irregolari che purtroppo continuano ad essere ancora molto diffusi. Su 37 sacchetti per la spesa prelevati presso punti vendita della Grande distribuzione organizzata ben 20, pari al 54% del totale, sono risultati non conformi alla legge che ha messo al bando gli shopper non compostabili. È questo il risultato della campagna di monitoraggio organizzata da Legambiente a livello nazionale, grazie al lavoro dei suoi circoli locali e comitati regionali, effettuata tra la fine di novembre 2014 e le vacanze natalizie per valutare il rispetto della legge ormai in vigore da anni.

Lo scorso 23 Giugno in occasione di “Comuni Ricicloni”, l’iniziativa di Legambiente, patrocinata dal Ministero per l’Ambiente, che premia le comunità locali, gli amministratori e i cittadini che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti e che più si sono impegnati per la promozione e la diffusione di comportamenti virtuosi, Luca Abete ha ricevuto il premio Assobioplastiche per Comuni Ricicloni 2016.

Il premio è arrivato in seguito ai servizi in cui Luca Abete ha controllato i commercianti che utilizzano o meno sacchetti compostabili e il giro d’affari che c’è dietro gli shopper non a norma. Dopo le segnalazioni di numerosi cittadini e una serie di controlli in svariati negozi con le telecamere nascoste, è apparso evidente come siano ancora tantissime le attività commerciali che non si sono adeguate alla normativa e che continuano a dare ai propri clienti sacchetti di plastica non compostabile.

luca abeteQui è possibile rivedere alcuni servizi –>  http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/sacchetti-fuorilegge_25543.shtml

La stessa Legambiente ha mostrato come ci siano le mani della camorra sugli shopper, infatti ammonterebbe a 160 milioni la truffa relativa alle false buste di plastica bio. E ha lanciato un potente messaggio con la campagna #unsaccogiusto, per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo business nascosto e silenzioso.

 

 

 

 

Il rapporto ‘Materia rinnovata. Quanto è circolare l’economia: l’Italia alla sfida dei dati’ presentato al Forum Rifiuti, un importante appuntamento annuale utile ad analizzare trend, presentare le best practice , mette in evidenza come, sebbene l’economia circolare dei rifiuti prodotti possa potenzialmente valere un +7% del PIL in Europa, in Italia, su quasi il 90% dei rifiuti prodotti, si hanno informazioni poco chiare o contrastanti. “In alcuni settori produttivi non ci sono dati sulla destinazione degli scarti, in molti altri i conti non tornano. L’attendibilità delle cifre diventa sfuggente a causa di autocertificazioni, deroghe, rischi di doppio conteggio” spiega il dossier che continua evidenziando come poco si sappia “soprattutto del destino dei circa 130 milioni di tonnellate di materiali che fuoriescono da aziende e altri settori produttivi”. Un fenomeno che contrasta invece con l’attenzione posta sui rifiuti urbani.

timthumbPer quanto riguarda i 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani prodotti ogni anno, la raccolta differenziata si attesta a una percentuale appena superiore al 40%, a dispetto dell’obiettivo fissato per legge al 65% con grandi differenze tra città e città.

 

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Imparare la raccolta differenziata magari aspettando i propri beniamini tutto il giorno in cima alle montagne? Si è possibile!

Succede sulle strade del Giro d’Italia, che lancia il progetto Ride Green, un ambizioso piano per fare della Corsa Rosa un grande evento sostenibile.

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Virosac ha abbracciato il progetto Ride Green creando 15mila speciali sacchi in plastica riciclata, ovviamente rosa, o biodegradabili, targati Pedalare ci piace un sacco, che saranno in un certo modo protagonisti lungo le strade del Giro d’Italia. Il pubblico che assisterà alle tappe del Giro li troverà lungo il percorso per la raccolta dei rifiuti insieme allo staff Virosac che, lungo la carovana e nel villaggio, contribuirà a spiegare, con giochi e gadget, la corretta raccolta differenziata.

 

 
Fonte: http://www.greenplanner.it/2016/05/11/raccolta-differenziata-giro-italia/

Nel 2015 la raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio in Italia ha registrato risultati positivi, attestandosi sulle 46.500 tonnellate, pari al 69,9% dell’immesso sul mercato. La quota di imballaggio sottile avviata al recupero energetico è stata di 3.700 tonnellate.

Complessivamente sono state recuperate 50.200 tonnellate, pari al 75,5% dell’immesso sul mercato. A tracciare un bilancio è stato il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in alluminio nel corso dell’assemblea annuale.

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Il presidente del CiAl Cesare Maffei commentando i dati del 2015 ha sottolineato come il comparto dell’alluminio sia stato capace di anticipare i tempi, promuovendo l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile.

 

 

 

 

 

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