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Terminata anche quest’anno con grande successo, ci auguriamo che la settima edizione della Serr 2015 abbia lasciato a tutti i partecipanti, più o meno attivi, qualche insegnamento utile o spunto interessante per la futura vita quotidiana.

Sarebbero tantissime le buone pratiche da adottare per diminuire la nostra impronta ecologica e se ne possono scoprire di nuove ogni giorno. Di seguito ne segnaliamo alcune:

Spesa e alimenti: prima di acquistare un prodotto, pensiamo al suo ciclo di vita, come è nato e dove finiranno le parti di cui è composto. Prediligiamo prodotti sfusi e alla spina, privi di imballaggi impattanti. Portiamo sempre con noi una borsa della spesa riutilizzabile ed eventualmente contenitori dove riporre prodotti di gastronomia, macelleria, pasticceria.

Acqua: essenziale è ridurre al minimo il consumo di bottiglie di plastica. L’acqua del rubinetto è gratuita e controllata, asteniamoci quindi dal comprare quella confezionata.

Avanzi di cibo: Esistono moltissime ricette e piatti sfiziosi che si possiamo cucinare con gli avanzi della cucina che troppo spesso finiscono nel cestino

Oggetti che non usiamo più (abbigliamento, medicinali, elettrodomestici): Invece d buttare ciò che non ci piace o che non usiamo più, regaliamolo, scambiamolo, barattiamolo, modifichiamolo!

Non buttare ma aggiustare: Per quanto possibile, cerchiamo di aggiustare e riparare tutto ciò che può ancora essere funzionale. Oltre a scambiarci oggetti, proviamo anche a scambiare saperi e abilità

Digitalizzare: a casa o in ufficio, ridurre il più possibile l’uso di carta e di altri materiali, quando è possibile trasferiamo informazioni e contenuti in formato digitale e virtuale.

Mobilità: preferire mezzi di locomozione puliti e che non inquinano come bicicletta, tram, metropolitana, passeggiate a piedi. Se proprio dobbiamo andare lontano, sfruttiamo i servizi di sharing. Su questo punto l’invito a promuovere l’uso della bicicletta e di tutti i mezzi a basso impatto energetico come simbolo di pace e di rispetto per l’ambiente innerva l’edizione di quest’anno di M’illumino di meno, in cui accanto alle consuete attività saranno valorizzate le pratiche legate alla mobilità sostenibile nelle città (bike e car sharing, trasporto pubblico, ecc.).

Il nuovissimo sito EWWR Commitment – “Mi impegno” – è pensato per supportare, incoraggiare e rendere più semplice prendere con sé stessi –e condividere con gli altri!- l’impegno nella lotta ai rifiuti.

Il sito EWWR Commitment è infatti strutturato per mostrare come adottando alcuni semplici, piccoli gesti ogni giorno (non sprecare, donare, compostare, riciclare…) possiamo contribuire a ridurre sensibilmente la massa di rifiuti che sommerge il pianeta e ne consuma le risorse naturali. Anche il riuso e la raccolta differenziata vengono qui considerati: sono azioni che aiutano a evitare che il rifiuto sia prodotto o a garantirne il reimpiego e/o il riciclo.

mi impegnoIl sito è semplice e immediato: c’è una sola pagina di approdo, la home page, dalla quale si ha una visione d’insieme degli impegni proposti e di quante altre persone hanno già deciso di impegnarsi in una delle azioni concrete.

Le caselle con le foto esplicative mostrano i temi sui quali il sito si concentra (ad esempio Svuotare gli imballaggi, Stampare, Prendere in prestito-in affitto ecc.). un profilo personale può essere creato in pochi minuti.

La vera novità del sito è che integra un sistema di condivisione dell’impegno preso – e questo lo rende a pieno titolo un’azione SERR: che comprende, cioè, l’elemento dicomunicazione e diffusione intorno a noi del messaggio virtuoso di riduzione dei rifiuti.

Non ci resta che provarlo —> http://www.ewwrcommitment.eu/

Fonte

Quest’anno l’albero di Natale a Cotignola sarà costruito con bottiglie di plastica di recupero.

Albero di NataleL’idea è stata lanciata dall’amministrazione comunale, per sensibilizzare i cittadini sull’importanza del riutilizzo e del riciclo, ma anche per innovare l’idea di addobbo natalizio.

“Riutilizzo e creatività sono le parole chiave che caratterizzeranno il restyling del nostro albero ecologico – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Federico Settembrini -. Abbiamo chiesto una mano all’architetto Manolo Benvenuti, che di riutilizzo se ne intende. Saranno i cotignolesi a raccogliere le bottiglie e saranno poi i ragazzi delle scuole medie a trasformarle in tasselli colorati di forma quadrata.

 

Per saperne di più clicca qui

Giovedì 12 novembre: è il termine ultimo per poter aderire alla settima edizione della SERR – Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti(European Week for Waste Reduction), che si terrà anche in Italia dal 21 al 29 novembre 2015. 

Ancora qualche giorno, quindi, per iscrivere le proprie azioni di sensibilizzazione in materia di riduzione dei rifiuti.

Numerose adesioni stanno arrivando da tutta Italia, a riprova che la SERR è ormai diventata un appuntamento fisso per associazioni, istituzioni, imprese, scuole e cittadini decisi a far qualcosa di concreto per un ambiente più sostenibile, iniziando proprio dal tema dei rifiuti.

Per iscriversi alla SERR 2015 occorre collegarsi al sito ufficiale europeowww.ewwr.eu e registrare la propria azione; per maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione, consultare la pagina dedicata sul sito www.envi.info o scrivere a serr@envi.info.

In Italia la “SERR” è promossa da un Comitato promotore nazionale composto da: CNI Unesco come invitato permanente, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Utilitalia, ANCI, Città Metropolitana di Torino, Città Metropolitana di Roma Capitale, Legambiente, AICA,  E.R.I.C.A. Soc. Coop. ed Eco dalle Città.

L’edizione 2015 si svolge sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo;con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, di CONAI e dei sei Consorzi di Filiera: CIAL, COMIECO, COREPLA, COREVE, RICREA e RILEGNO. Per maggiori informazioni visitare il sito www.menorifiuti.org o il sito europeo www.ewwr.eu/it.

Giornate Tematiche di Prevenzione 2015

Il consumo di prodotti (inclusi loro produzione, trasporto e distribuzione), rappresentano quasi il 50% delle emissioni che contribuiscono al cambiamento climatico.

Se non trasferiti in schemi di riutilizzo, questi prodotti diventeranno rifiuti che dovranno poi essere gestiti. Quei rifiuti richiederanno sistemi aggiuntivi di raccolta e di trattamento, il cui costo mette a dura prova i bilanci degli enti pubblici locali e regionali.

È quindi di fondamentale importanza ridurre i rifiuti alla fonte. Un modo per mettere ciò in pratica è il consumo intelligente

Che cos’è la dematerializzazione?

“Dematerializzazione” significa usare meno materiali, o nessun materiale, per fornire all’utente lo stesso livello di funzionalità. Concretamente, questo consta di due aspetti:

a) Passare dai prodotti ai servizi

Sostituire i prodotti con dei servizi, condividere e prendere in prestito prodotti, organizzare servizi di gruppo che sostituiscano il possesso individuale sono esempi del primo aspetto della dematerializzazione. Nella vita di tutti i giorni, questo può voler dire affittare o prendere in prestito strumenti di lavoro dal vostro vicino di casa o da un collega, far parte di una rete di car-sharing invece di possedere una macchina, ascoltare musica tramite sistemi di distribuzione di musica digitale invece che comprare CD, ecc.

b) Migliorare l’utilizzo dei materiali

Un altro aspetto della dematerializzazione è la riduzione assoluta o relativa nella quantità di materiali necessari per soddisfare le esigenze della società. Ciò include, ad esempio, aumentare l’efficienza dell’utilizzo dei materiali (utilizzando meno materiali per una specifica funzione) esostituire materiali (materiali pesanti con materiali leggeri), ma anche riutilizzando prodotti.

Nel 2015, le Giornate tematiche di prevenzione si concentreranno su come fare di più con meno. Per porre attenzione su questo tema e per incoraggiare e sostenere gli Action Developer (proponenti) della SERR a realizzare azioni su questo problema, sono stati sviluppati diversi strumenti che vi consigliamo di leggere e mettere in pratica.

Trovate l’intero materiale e un approfondimento qui

Green Economy: i dati italiani

novembre 2nd, 2015 | Posted by Dizionario Rifiuti in News - (0 Comments)

Fonte: http://www.symbola.net/html/press/pressrelease/IdatidiGreenItaly2015diFondazioneSymbolaeUnioncamere

La green economy in Italia è ormai un’occasione colta, più che un dover essere. Lo dicono i numeri. Quelli di GreenItaly 2015, il sesto rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere, promosso in collaborazione con il Conai, che misura e pesa la forza della green economy nazionale, secondo cui un’impresa su quattro dall’inizio della crisi ha scommesso su innovazione, ricerca, design, qualità e bellezza, sulla green economy.

Sono infatti 372.000 le aziende italiane (ossia il 24,5% del totale) dell’industria e dei servizi che dal 2008 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.
L’orientamento green si conferma un fattore strategico per il made in Italy: alla nostra green economy si devono 102,497 miliardi di valore aggiunto – pari al 10,3% dell’economia nazionale - e 2milioni 942mila green jobs, ossia occupati che applicano competenze ‘verdi’. Una cifra che corrisponde al 13,2% dell’occupazione complessiva nazionale ed è destinata a salire ancora entro dicembre. Dalla green Italy infatti arriveranno quest’anno 294.200 assunzioni legate a competenze green: ben il 59% della domanda di lavoro.

Nel nostro Paese, come ci dicono i numeri di Symbola e Unioncamere, la green economy ha contribuito e sta contribuendo in modo determinante a rilanciare la competitività del made in Italy. Per questo, nonostante le difficoltà, dall’inizio della crisi più di un’azienda su quattro ha scommesso sul green. Una propensione che abbraccia tutti i settori della nostra economia – da quelli più tradizionali a quelli high tech, dall’agroalimentare all’edilizia, dalla manifattura alla chimica, dall’energia ai rifiuti – e che sale al 32% nel manifatturiero. Una scelta che paga.

 

Scarica l’intera ricerca di Symbola qui

 

 

Impazza la Minions mania

settembre 22nd, 2015 | Posted by Dizionario Rifiuti in News | Riciclo creativo - (0 Comments)

Piccoli, gialli, servili come dice il nome, mai furbi ma sempre – e abbondantemente – sorridenti.

I Minion, aiutanti in salopette dal film animato Cattivissimo me, hanno conquistato il pubblico. Armati di occhioni, tenerezza e ironia i Minions hanno fatto breccia nel cuore di tutti.

min20150906_106003_minions2Ecco dunque la minion-mania che dalla moda arriva nel campo dei rifiuti.

E’ stata una sorpresa curiosa e divertente per gli abitanti di una cittadina che al loro risveglio hanno trovato al posto dei classici cestini per i rifiuti la loro versione “Minions”. Nell’East Sussex i cestini hanno assunto le sembianze dei personaggi del film d’animazione “Cattivissimo Me”, subito rinominati “Binions” (da “bin”, cestino dei rifiuti)

 

 

 

minion2

 

C’è chi invece ha recuperato vecchi pneumatici, trasformandoli in simpatici Minions.

 

E a te piacciono i Minions?

 

 

 

Oltre due terzi dei rifiuti di Expo sono stati raccolti in modo differenziato. E quindi riciclati. La soglia del 70 per cento indicata alla vigilia è stata raggiunta. E così l’esposizione milanese supera i risultati conseguiti durante le Olimpiadi di Londra del 2012 con il 62 per cento di differenziata.

 

differenziata-dettaglioImportante nel raggiungimento degli obiettivi è stato anche il supporto di CONAI, che ha realizzato diverse iniziative di comunicazione e sensibilizzazione dei visitatori a supporto della raccolta differenziata dei rifiuti prodotti in Expo Milano 2015. Tra queste attività spicca il “Contatore Ambientale” che, ogni 15 giorni, mostra i risultati ottenuti in termini ambientali ed economici della raccolta differenziata in sito.
 Con il 24% sul totale, l’umido rappresenta la frazione principale dei rifiuti riciclabili avviati a recupero, seguono carta e cartone, con il 16% del totale raccolto, il vetro a quota 14% e gli imballaggi in plastica e metalli per un 10%. Nei viali di comunicazione e negli spazi comuni dell’area espositiva sono stati collocati circa 2.000 cestini stradali per la raccolta di carta, vetro, organico e plastica. Si è dichiarato molto soddisfatto anche il Presidente di CONAI De Santis che però precisa: “Nella raccolta, molto si deve alla responsabilità personale dei singoli. In ogni caso, dobbiamo ricordarci che la raccolta differenziata è il mezzo. Il fine è il riciclo”.

Le eccedenze alimentari sono cibo e i prodotti che, pur rispondendo agli standard qualitativi di sicurezza alimentare, non sono acquistati o consumati dai clienti e dalle persone per cui sono stati prodotti, trasformati, distribuiti, serviti o acquistati. La parte di eccedenze non recuperate per il consumo umano o per l’alimentazione animale o ancora per la produzione di beni o energia diventa spreco.

Le cause che determinano eccedenze, rimanenze o sprechi sono molteplici e variano a seconda delle fasi della filiera agro-alimentare.

Secondo la Fao in Europa vengono scartate  oltre 90 milioni di tonnellate di cibo all’anno, quasi 180 chilogrammi a testa, e nel mondo si arriva a  sprecare circa il 33% degli alimenti destinati al consumo umano (qualcosa come 1,3 miliardi di  tonnellate). Circa il 51,2% della frutta e il 41,2% della verdura vengono gettati ancora freschi.

Un  problema sociale planetario che si traduce anche in una perdita economica per le famiglie di circa  470 euro all’anno.  Al di la’ delle medie statistiche, chiediamoci cosa possiamo fare.

Dizionario dei Rifiuti promuovere da tempo l’adozione di un comportamento corretto sul tema della raccolta differenziata.

Zero sprechiRecentemente in Basilicata, invece, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la proposta di legge presentata da Polese e sottoscritta anche da Cifarelli, Spada e Robortella su “Contrasto al disagio sociale mediante l’utilizzo di eccedenze alimentari e non”. Con tale atto si vuole promuovere le attività di recupero e distribuzione delle eccedenze alimentari e non alimentari per contrastare la povertà e il disagio sociale e va nella direzione di trasformare gli sprechi alimentari o eccedenze, in opportunità verso quei soggetti che vivono in condizioni di povertà ed esclusione sociale, promuovendo l’attività di recupero attraverso anche le importanti reti di volontariato.

Nella splendida cornice di Maratea, il 26 Agosto ore 19.00 si parlerà di questa legge e delle buone pratiche che si possono mettere in atto.

 

 

L’enciclica è uno dei più importanti documenti pontifici; questa di Papa Francesco è scritta con un linguaggio molto semplice, poco pomposo, ed è dedicata alla «cura della casa comune».  Nell’enciclica Papa Francesco parla della protezione del mondo, del riscaldamento globale, di biodiversità e di tanti altri temi.

“L’inquinamento prodotto dai rifiuti, compresi quelli pericolosi presenti in diversi ambienti” è fra le cause della crisi ambientale posta al centro dell’enciclica “Laudato si’”.

“Si producono centinaia di milioni di tonnellate di rifiuti l’anno, molti dei quali non biodegradabili: rifiuti domestici e commerciali, detriti di demolizioni, rifiuti clinici, elettronici o industriali, rifiuti altamente tossici e radioattivi – ricorda il Papa – La Terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia.

In molti luoghi del pianeta, gli anziani ricordano con nostalgia i paesaggi d’altri tempi, che ora appaiono sommersi da spazzatura”.

Come è ormai chiaro, l’Enciclica prende il nome dall’invocazione di san Francesco d’Assisi: ”Laudato si’, mi’ Signore” che nel Cantico delle creature ricorda che la terra, la nostra casa comune, è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sua braccia”.

“Il riferimento a san Francesco indica anche l’atteggiamento su cui si fonda tutta l’Enciclica, quello della contemplazione orante, e ci invita a guardare al «poverello di Assisi» come a una fonte di ispirazione. Come afferma l’Enciclica, san Francesco è «l’esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità. [...] In lui si riscontra fino a che punto sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore» (n. 10)”, ha spiegato il direttore della Sala stampa vaticana padre Federico Lombardi.

Si tratta quindi di un appello alla responsabilità, in base al compito che Dio ha dato all’essere umano ‘creare e custodire il giardino’. Il Papa chiede chiaramente un’inversione di rotta nel consumo del pianeta, trovando al centro del percorso della Laudato si’ questo interrogativo: “Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che ora stanno crescendo?“.

 

Infine Papa Francesco suggerisce di evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua e di differenziare i rifiuti!
Chissà se un giorno suggerirà anche di utilizzare Dizionario dei Rifiuti per risolvere i dubbi sulla raccolta differenziata