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Grattugiare il sapone, aggiungere qualche cucchiaio di acqua (o latte o infuso) per ogni 100 grammi e metterlo a sciogliere a bagnomaria. Coprire col coperchio e mescolare frequentemente, per almeno un’ora. Aggiungere altro liquido se necessario.

Come-riciclare-gli-scarti-di-sapone_articleimageLa consistenza dovrà risultare cremosa e omogenea. Versare in uno stampino di qualsiasi forma, unto d’olio, battendolo su di un piano duro per compattare e livellando con un cucchiaio. Lo si lascia asciugare qualche giorno prima di toglierlo dallo stampo. Può anche essere usato subito.

Al sapone così rilavorato si possono aggiungere altri ingredienti come oli nutrienti, argilla, erbe, prima di versarlo nelle formine.

 

 

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Da quando la raccolta differenziata è stata introdotta in Italia dal decreto Ronchi sono passati venti anni. Due decenni durante i quali ad ogni territorio è stata lasciata ampia libertà nel conteggiare la propria raccolta differenziata, inserendo o meno alcune frazioni di rifiuti. Già il decreto Ronchi prevedeva l’istituzione di un metro comune al Paese, ma non è mai arrivato e solo la Regione Toscana (tramite l’Agenzia regionale recupero risorse) ha iniziato a certificare i dati raccolti sul territorio. I risultati parlano da soli: i dati raccolti in materia di raccolta differenziata (per non parlare delle fasi successive, in primis il riciclo) sono stati confusi, disomogenei, inappropriati.

slide dove lo butto«L’Italia della raccolta differenziata – dichiara il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti – viaggia ancora a diverse velocità, anche a causa della confusione generata da strumenti di calcolo differenti da una Regione all’altra, cui segue un’ovvia difficoltà nel rendere omogenea l’applicazione del tributo. Queste linee guida nazionali sono funzionali a portare tutto il nostro Paese verso l’economia circolare, adeguandolo agli standard europei di differenziata (in realtà, anche all’interno delle linee guida del ministero si riconosce che “La direttiva 2008/98/CE, pur non prevedendo  target  di  raccolta differenziata”, si riferisce piuttosto a target di riciclo, ndr) e superando la realtà delle discariche in cui purtroppo va ancora gran parte dei rifiuti nazionali».

Adesso il decreto che attua l’articolo 32 del Collegato ambientale secondo il ministero dell’Ambiente permetterà un reale confronto dei risultati tra le diverse aree geografiche del territorio nazionale e tra i comuni, calibrando i tributi comunali a seconda dei livelli di raccolta raggiunti e certificati dalle regioni. Questo almeno è l’auspicio

 

Fonte: Green Report

Imparare la raccolta differenziata magari aspettando i propri beniamini tutto il giorno in cima alle montagne? Si è possibile!

Succede sulle strade del Giro d’Italia, che lancia il progetto Ride Green, un ambizioso piano per fare della Corsa Rosa un grande evento sostenibile.

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Virosac ha abbracciato il progetto Ride Green creando 15mila speciali sacchi in plastica riciclata, ovviamente rosa, o biodegradabili, targati Pedalare ci piace un sacco, che saranno in un certo modo protagonisti lungo le strade del Giro d’Italia. Il pubblico che assisterà alle tappe del Giro li troverà lungo il percorso per la raccolta dei rifiuti insieme allo staff Virosac che, lungo la carovana e nel villaggio, contribuirà a spiegare, con giochi e gadget, la corretta raccolta differenziata.

 

 
Fonte: http://www.greenplanner.it/2016/05/11/raccolta-differenziata-giro-italia/

Terminata anche quest’anno con grande successo, ci auguriamo che la settima edizione della Serr 2015 abbia lasciato a tutti i partecipanti, più o meno attivi, qualche insegnamento utile o spunto interessante per la futura vita quotidiana.

Sarebbero tantissime le buone pratiche da adottare per diminuire la nostra impronta ecologica e se ne possono scoprire di nuove ogni giorno. Di seguito ne segnaliamo alcune:

Spesa e alimenti: prima di acquistare un prodotto, pensiamo al suo ciclo di vita, come è nato e dove finiranno le parti di cui è composto. Prediligiamo prodotti sfusi e alla spina, privi di imballaggi impattanti. Portiamo sempre con noi una borsa della spesa riutilizzabile ed eventualmente contenitori dove riporre prodotti di gastronomia, macelleria, pasticceria.

Acqua: essenziale è ridurre al minimo il consumo di bottiglie di plastica. L’acqua del rubinetto è gratuita e controllata, asteniamoci quindi dal comprare quella confezionata.

Avanzi di cibo: Esistono moltissime ricette e piatti sfiziosi che si possiamo cucinare con gli avanzi della cucina che troppo spesso finiscono nel cestino

Oggetti che non usiamo più (abbigliamento, medicinali, elettrodomestici): Invece d buttare ciò che non ci piace o che non usiamo più, regaliamolo, scambiamolo, barattiamolo, modifichiamolo!

Non buttare ma aggiustare: Per quanto possibile, cerchiamo di aggiustare e riparare tutto ciò che può ancora essere funzionale. Oltre a scambiarci oggetti, proviamo anche a scambiare saperi e abilità

Digitalizzare: a casa o in ufficio, ridurre il più possibile l’uso di carta e di altri materiali, quando è possibile trasferiamo informazioni e contenuti in formato digitale e virtuale.

Mobilità: preferire mezzi di locomozione puliti e che non inquinano come bicicletta, tram, metropolitana, passeggiate a piedi. Se proprio dobbiamo andare lontano, sfruttiamo i servizi di sharing. Su questo punto l’invito a promuovere l’uso della bicicletta e di tutti i mezzi a basso impatto energetico come simbolo di pace e di rispetto per l’ambiente innerva l’edizione di quest’anno di M’illumino di meno, in cui accanto alle consuete attività saranno valorizzate le pratiche legate alla mobilità sostenibile nelle città (bike e car sharing, trasporto pubblico, ecc.).

L’enciclica è uno dei più importanti documenti pontifici; questa di Papa Francesco è scritta con un linguaggio molto semplice, poco pomposo, ed è dedicata alla «cura della casa comune».  Nell’enciclica Papa Francesco parla della protezione del mondo, del riscaldamento globale, di biodiversità e di tanti altri temi.

“L’inquinamento prodotto dai rifiuti, compresi quelli pericolosi presenti in diversi ambienti” è fra le cause della crisi ambientale posta al centro dell’enciclica “Laudato si’”.

“Si producono centinaia di milioni di tonnellate di rifiuti l’anno, molti dei quali non biodegradabili: rifiuti domestici e commerciali, detriti di demolizioni, rifiuti clinici, elettronici o industriali, rifiuti altamente tossici e radioattivi – ricorda il Papa – La Terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia.

In molti luoghi del pianeta, gli anziani ricordano con nostalgia i paesaggi d’altri tempi, che ora appaiono sommersi da spazzatura”.

Come è ormai chiaro, l’Enciclica prende il nome dall’invocazione di san Francesco d’Assisi: ”Laudato si’, mi’ Signore” che nel Cantico delle creature ricorda che la terra, la nostra casa comune, è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sua braccia”.

“Il riferimento a san Francesco indica anche l’atteggiamento su cui si fonda tutta l’Enciclica, quello della contemplazione orante, e ci invita a guardare al «poverello di Assisi» come a una fonte di ispirazione. Come afferma l’Enciclica, san Francesco è «l’esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità. [...] In lui si riscontra fino a che punto sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore» (n. 10)”, ha spiegato il direttore della Sala stampa vaticana padre Federico Lombardi.

Si tratta quindi di un appello alla responsabilità, in base al compito che Dio ha dato all’essere umano ‘creare e custodire il giardino’. Il Papa chiede chiaramente un’inversione di rotta nel consumo del pianeta, trovando al centro del percorso della Laudato si’ questo interrogativo: “Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che ora stanno crescendo?“.

 

Infine Papa Francesco suggerisce di evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua e di differenziare i rifiuti!
Chissà se un giorno suggerirà anche di utilizzare Dizionario dei Rifiuti per risolvere i dubbi sulla raccolta differenziata

Da un’idea di una start up ungherese, nascono i primi occhiali a 33 giri. Il riutilizzo di vecchi vinili passa attraverso il riciclo creativo.

occhiali vinile

Sono migliaia i collezionisti e gli appassionati di dischi in vinile sparsi per il mondo. Il mercato e la fruizione della musica, però, passano quasi esclusivamente per il mezzo digitale, determinando la “fine” della circolazione dei 33 giri. Non sono molti gli utenti che oggi possiedono gli strumenti per ascoltarli e spesso dai mercatini o dalle rivendite specializzate finiscono direttamente nelle discariche, trasformandosi in rifiuti molto difficili da smaltire.

Montature e astucci - Da qui è nata l’idea di una startup di Budapest di riassemblare quei vecchi vinili destinati alla pattumiera. Il risultato sono montature e custodie per occhiali perfettamente funzionali ed “ecologiche”, ottenute grazie a uno speciale taglio laser per la sagomatura e all’abilità manuale di artigiani specializzati. 

 

 

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E se avessimo un Robot come cestino, saremmo più incentivati a gettare i nostri rifiuti?

robot cestno

Ha le sembianze di R2-D2, il simpatico astrodroide di Guerre stellari, questo cestino di fattura giapponese. Utilissimo, anche se non sa parlare

Altri bidoni stravaganti dove gettare i rifiuti li trovate qui.

Come ogni anno, puntuale, arriva il resoconto dell’Istat che ci racconta cosa gli Italiani hanno a cuore, i loro comportamenti ed i propositi di miglioramento.  Nel settore “ambiente” e in particolare nel settore “rifiuti” emerge che:

Nel 2013, i rifiuti urbani raccolti sono pari a 29,6 milioni di tonnellate (-1,3 per cento rispetto al 2012 ), poco più di 490 chilogrammi per abitante. Di questi il 42,3 per cento è stato raccolto in forma differenziata. In termini pro capite le quantità maggiori si raccolgono nelle regioni del Centro (558,1 kg per ogni abitante) e del Nord-est (520,8); nelle altre ripartizioni i valori dell’indicatore risultano inferiori alla media italiana e sono pari a 472,7 chilogrammi per abitante nel Nord-ovest, 467,7 nelle Isole e 443,2 nelle regioni del Sud.
Anche per la raccolta differenziata le differenze territoriali sono rilevanti. Più della metà dei rifiuti è raccolta con questa modalità nelle regioni settentrionali (ad eccezione di Valle d’Aosta e Liguria): 58,8 per cento nel Nord-est e 51,0 per cento nel Nord-ovest; la quota scende a circa un terzo nel Centro (36,3 per cento), dove pesa il valore contenuto del Lazio (26,1 per cento) e nel Sud (32,1 per cento), mentre la raccolta differenziata è pari a circa un quarto della raccolta totale nelle Isole (22,3 per cento).
L’Emilia-Romagna (630,2 kg per ogni abitante) e la Toscana (600,3) sono le regioni in cui si raccolgono più rifiuti urbani in rapporto alla popolazione mentre in Basilicata e Molise i valori sono inferiori ai 400 chilogrammi pro capite (rispettivamente 359,4 e 395,1 per abitante). Considerando la raccolta differenziata, le migliori performance si rilevano nelle provincie autonome di Trento e Bolzano (rispettivamente 68,9 e 60,0 per cento della raccolta di rifiuti urbani) e in Veneto (64,6 per cento). I valori più bassi caratterizzano la Sicilia e la Calabria, dove la differenziazione non raggiunge il 15 per cento del totale raccolto (rispettivamente 13,4 e 14,7 per cento). La raccolta differenziata riguarda prevalentemente i rifiuti organici e la carta, che rappresentano in peso, rispettivamente, il 41,8 e il 24,4 per cento del totale raccolto con questa modalità; seguono il vetro (12,8 per cento) e la plastica (7,6), mentre le altre tipologie di rifiuto, quali ad esempio legno, metalli, alluminio, tessili, raccolta selettiva, rappresentano complessivamente il 13,5 per cento del rifiuto differenziato.