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Identikit del riciclo

novembre 28th, 2016 | Posted by Dizionario Rifiuti in News - (0 Comments)

I comuni e le regioni sono sempre più virtuosi nell’attuazione delle politiche di differenziazione della raccolta dei rifiuti. Secondo la sesta edizione del Rapporto Banca Dati Anci-Conai (Consorzio nazionale imballaggi), dedicato proprio alla raccolta differenziata e al riciclo, nel 2015 sono stati 3.549 i comuni che hanno superato l’obiettivo fissato dall’Unione europea del 50% di avvio a riciclo fissato per il 2020.

L’incremento rispetto al 2014 è stato così del 13%, percentuale che sale al 58,29% nel confronto con il 2013.

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Lo studio mette in luce come nel 2015 si sia registrato un lieve incremento della produzione di rifiuti urbani, che si è fermata a 512 kg per abitante. La percentuale di raccolta differenziata (+3,32%) aumenta più velocemente rispetto a quella di avvio al riciclo (+1,77%), una forbice dovuta in larga parte alla qualità dei materiali raccolti, un problema cronico per il settore che, se superato almeno in parte, assicurerebbe sempre più nuove materie all’industria del riciclo.

Infine buone notizie anche dal Sud. Alcune regioni hanno iniziato ad invertire la rotta, come la Calabria, che ha registrato un aumento di quasi il 55% di intercettazione pro capite di differenziata, la Campania (+39,6%) e la Puglia (+11,6%).

Fai luce sulla raccolta differenziata nel tuo comune con Dizionario dei Rifiuti.

 

 

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Grattugiare il sapone, aggiungere qualche cucchiaio di acqua (o latte o infuso) per ogni 100 grammi e metterlo a sciogliere a bagnomaria. Coprire col coperchio e mescolare frequentemente, per almeno un’ora. Aggiungere altro liquido se necessario.

Come-riciclare-gli-scarti-di-sapone_articleimageLa consistenza dovrà risultare cremosa e omogenea. Versare in uno stampino di qualsiasi forma, unto d’olio, battendolo su di un piano duro per compattare e livellando con un cucchiaio. Lo si lascia asciugare qualche giorno prima di toglierlo dallo stampo. Può anche essere usato subito.

Al sapone così rilavorato si possono aggiungere altri ingredienti come oli nutrienti, argilla, erbe, prima di versarlo nelle formine.

 

 

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Nel 2015 sono stati prodotti nel mondo dai 7 ai 10 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi urbani (fonte Global Waste Management Outlook 2015, United Nations Environment Programme).

In Italia lo scenario non è differente: nel 2015 sono stati prodotti circa 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani. Di questi circa il 57% (17 milioni di tonnellate) costituisce l’indifferenziato, mentre il restante 43% il differenziato. Delle circa 13 milioni di tonnellate di rifiuti differenziati il 49% viene avviato a riciclo, il 34% viene trasformato in compost, il 2% viene riutilizzato, mentre il 15% non viene valorizzato (quasi 2 milioni di tonnellate) (fonte Dati ISPRA 2015). Questa mole di rifiuti ha un impatto negativo sull’ambiente ed è insostenibile dal punto di vista economico (smaltire i rifiuti costa in media ad una famiglia italiana circa 4 euro a settimana, n.d.r.) ed etico, ancora oggi, a fronte degli ingenti sprechi alimentari, sono 805 milioni le persone che soffrono la fame, (fonte FAO 2015). Come è possibile ridurre una tale quantità di rifiuti?

La risposta potrebbe essere la raccolta differenziata: se differenzi i rifiuti infatti è come se non buttassi via niente, perché la maggior parte di quello che gettiamo via è riciclabile o riutilizzabile e, se raccolto correttamente, acquista nuovo valore. In questo modo ad esempio, come evento “Terra Madre Salone del Gusto 2016”, si riesce a valorizzare i rifiuti organici trasformandoli in compost per uso agricolo, si fa sì che la carta e il cartone diventino materia prima riciclata per nuove pubblicazioni, e che elementi come il vetro e l’acciaio diventino nuovi imballaggi per i prodotti dei Presìdi Slow Food. Inoltre si risparmiano le risorse naturali e l’energia necessaria alla produzione di nuove materie prime e si riducono sia gli spazi per i rifiuti, sia i gas serra generati dal loro smaltimento.

Durante l’evento torinese i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti saranno forniti dal partner del progetto sistemico Amiat società del Gruppo Iren, mentre Legambiente formerà i volontari che spiegheranno come differenziare al meglio nelle oltre 100 isole ecologiche distribuite all’interno dell’area dell’evento.

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Da quando la raccolta differenziata è stata introdotta in Italia dal decreto Ronchi sono passati venti anni. Due decenni durante i quali ad ogni territorio è stata lasciata ampia libertà nel conteggiare la propria raccolta differenziata, inserendo o meno alcune frazioni di rifiuti. Già il decreto Ronchi prevedeva l’istituzione di un metro comune al Paese, ma non è mai arrivato e solo la Regione Toscana (tramite l’Agenzia regionale recupero risorse) ha iniziato a certificare i dati raccolti sul territorio. I risultati parlano da soli: i dati raccolti in materia di raccolta differenziata (per non parlare delle fasi successive, in primis il riciclo) sono stati confusi, disomogenei, inappropriati.

slide dove lo butto«L’Italia della raccolta differenziata – dichiara il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti – viaggia ancora a diverse velocità, anche a causa della confusione generata da strumenti di calcolo differenti da una Regione all’altra, cui segue un’ovvia difficoltà nel rendere omogenea l’applicazione del tributo. Queste linee guida nazionali sono funzionali a portare tutto il nostro Paese verso l’economia circolare, adeguandolo agli standard europei di differenziata (in realtà, anche all’interno delle linee guida del ministero si riconosce che “La direttiva 2008/98/CE, pur non prevedendo  target  di  raccolta differenziata”, si riferisce piuttosto a target di riciclo, ndr) e superando la realtà delle discariche in cui purtroppo va ancora gran parte dei rifiuti nazionali».

Adesso il decreto che attua l’articolo 32 del Collegato ambientale secondo il ministero dell’Ambiente permetterà un reale confronto dei risultati tra le diverse aree geografiche del territorio nazionale e tra i comuni, calibrando i tributi comunali a seconda dei livelli di raccolta raggiunti e certificati dalle regioni. Questo almeno è l’auspicio

 

Fonte: Green Report

Nel 2015 la raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio in Italia ha registrato risultati positivi, attestandosi sulle 46.500 tonnellate, pari al 69,9% dell’immesso sul mercato. La quota di imballaggio sottile avviata al recupero energetico è stata di 3.700 tonnellate.

Complessivamente sono state recuperate 50.200 tonnellate, pari al 75,5% dell’immesso sul mercato. A tracciare un bilancio è stato il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in alluminio nel corso dell’assemblea annuale.

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Il presidente del CiAl Cesare Maffei commentando i dati del 2015 ha sottolineato come il comparto dell’alluminio sia stato capace di anticipare i tempi, promuovendo l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile.

 

 

 

 

 

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Rotoli di carta igienica,
cartoncino colorato,
colla vinilica,
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forbici,
pennarello.
e poco più di 10 minuti per realizzare Rotolin Coniglio e Gallina porta uova!!
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Sono 475 i kg di rifiuti municipali prodotti in media da ogni cittadino europeo nel 2014, in calo rispetto all’anno precedente secondo un trend stabile che dura dal 2007.

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Poco meno della metà dei rifiuti prodotti è stata avviata a riciclo o compostaggio. Questo il quadro emerso dall’ultimo report di Eurostat sulla produzione dei rifiuti in Europa, riferito all’anno 2014. Produzione calata del 10% rispetto al picco dei 527 kg pro capite raggiunto nel 2002. Dei rifiuti totali prodotti in media da ogni persona, circa 465 kg sono stati correttamente avviati a trattamento.

 

Quanto alle differenze tra Stati sul fronte della gestione, Eurostat riporta una sostanziale divergenza tra i vari Paesi Ue. Quasi metà della produzione è stata riciclata in Slovenia (49%) e Germania (47%). Se si somma anche il dato sul compostaggio, la Germania ha coperto nel 2014 quasi i tre quarti del totale di rifiuti prodotti (64%). Più della metà del pattume generato è stata incenerita in Estonia (56%), Danimarca (54%), Finlandia e Svezia (entrambe al 50%), mentre le quantità maggiori avviate a discarica sono state registrate in Lettonia (92%), Malta (88%), Croazia (83%), Romania (82%) e Grecia (81%). Discarica che, stando ai dati Eurostat, è stata nel 2014 la principale destinazione dei rifiuti italiani. Il 34% del pattume nostrano è finito negli sversatoi (ben al di sopra della media Ue), mentre il 28% è stato riciclato, il 21% incenerito ed appena il 18% è stato avviato a compostaggio.

 

Fonte: http://www.riciclanews.it/ambiente-e-territorio/rifiuti-ue-eurostat_4777.html

 

In questo articolo trovate passo passo come fare a costruire a casa la vostra penna con una qualsiasi lattina.

Le immagini vi aiuteranno!

Se invece preferite un video tutorial, lo trovate qui –> How to make a Ruling Pen

 

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Questo è tutto quello che vi servirà per costruire il vostro “tiralinee” realizzato con il riutilizzo di una lattina per bevande in alluminio ed è costruito tagliando una lattina nella caratteristica forma “a vela” e fissandola ad un bastoncino con il nastro adesivo.

 

 

Buon lavoro!fine

 

Se le feste natalizie sono l’occasione per riunire i parenti, scambiarsi i regali e passare insieme qualche giorno, è altrettanto vero che è il periodo in cui si producono quantità di rifiuti davvero elevate.

Ecco cosa possiamo fare per ridurre il nostro carico di spazzatura famigliare:

Prediligere imballi mono-materiale (solo plastica, solo carta, solo alluminio o solo vetro): sarà più semplice stabilire dove gettarli o come riciclarli. Occhio alle confezioni di giocattoli: sono spesso costituite da parti sia in plastica, sia di cartone, due tipologie diverse di materiali che andranno opportunamente differenziate;

Usare carta da regalo riciclata: è elegante, originale e denuncia un’attenzione nei confronti dell’ambiente che sarà sicuramente apprezzata dal destinatario;

Aprire i pacchetti con cautela e tenete da parte la carta regalo: schiacciata sotto un libro pesante, tornerà utile per il prossimo anno. Se gettate la carta nell’apposito bidone per la raccolta differenziata,ricordatevi di rimuovere prima i residui di nastro adesivo e altri materiali non di cellulosa;

Il nastro che avvolge i regali si butta nell’indifferenziata perché non è di plastica pura. Prima di sbarazzarvene però, considerate la possibilità di riciclarlo;

Se dovessero rimanervi degli scatoloni da smaltire, appiattiteli con cura e, se molto grandi, riduceteli in tanti pezzi per facilitare il lavoro degli operatori addetti allo smaltimento.

 

Coldiretti stima che solo durante le feste si producano oltre 120 mila tonnellate di carta e cartone che possono riprendere a vivere, diventando una nuova risorsa. Impegniamoci per farlo!!

Terminata anche quest’anno con grande successo, ci auguriamo che la settima edizione della Serr 2015 abbia lasciato a tutti i partecipanti, più o meno attivi, qualche insegnamento utile o spunto interessante per la futura vita quotidiana.

Sarebbero tantissime le buone pratiche da adottare per diminuire la nostra impronta ecologica e se ne possono scoprire di nuove ogni giorno. Di seguito ne segnaliamo alcune:

Spesa e alimenti: prima di acquistare un prodotto, pensiamo al suo ciclo di vita, come è nato e dove finiranno le parti di cui è composto. Prediligiamo prodotti sfusi e alla spina, privi di imballaggi impattanti. Portiamo sempre con noi una borsa della spesa riutilizzabile ed eventualmente contenitori dove riporre prodotti di gastronomia, macelleria, pasticceria.

Acqua: essenziale è ridurre al minimo il consumo di bottiglie di plastica. L’acqua del rubinetto è gratuita e controllata, asteniamoci quindi dal comprare quella confezionata.

Avanzi di cibo: Esistono moltissime ricette e piatti sfiziosi che si possiamo cucinare con gli avanzi della cucina che troppo spesso finiscono nel cestino

Oggetti che non usiamo più (abbigliamento, medicinali, elettrodomestici): Invece d buttare ciò che non ci piace o che non usiamo più, regaliamolo, scambiamolo, barattiamolo, modifichiamolo!

Non buttare ma aggiustare: Per quanto possibile, cerchiamo di aggiustare e riparare tutto ciò che può ancora essere funzionale. Oltre a scambiarci oggetti, proviamo anche a scambiare saperi e abilità

Digitalizzare: a casa o in ufficio, ridurre il più possibile l’uso di carta e di altri materiali, quando è possibile trasferiamo informazioni e contenuti in formato digitale e virtuale.

Mobilità: preferire mezzi di locomozione puliti e che non inquinano come bicicletta, tram, metropolitana, passeggiate a piedi. Se proprio dobbiamo andare lontano, sfruttiamo i servizi di sharing. Su questo punto l’invito a promuovere l’uso della bicicletta e di tutti i mezzi a basso impatto energetico come simbolo di pace e di rispetto per l’ambiente innerva l’edizione di quest’anno di M’illumino di meno, in cui accanto alle consuete attività saranno valorizzate le pratiche legate alla mobilità sostenibile nelle città (bike e car sharing, trasporto pubblico, ecc.).